“SONS OF GOD”- RIVISITAZIONE DEL “CORIOLANO” DI SHAKESPEARE AL “CASTEL DEI MONDI ” DI ANDRIA

 

 

Nello chapiteau di P.zza Catuma ad Andria, il “Coriolano” di Shakespeare in una versione rivisitata e messa in scena dal CHARIOTEER THEATRE di Edimburgo. Laura Pausetti, che ha curato la regia, sulla riscrittura del testo di Jen Mc Gregor, sceglie Coriolano per celebrare il 400° anniversario della morte del drammaturgo inglese:

«Volevo che questo testo, spesso sottovalutato, potesse emergere in tutta la sua attualità e che i canali di comunicazione di oggi entrassero nella storia» ha detto la regista. “Sons of God” è una rifessione sulla società e i suoi valori: nell’epoca dei social network e degli smartphones, essere costantemente connessi è l’unico modo per affermare la propria esistenza. Nella “democrazia” di internet ciascuno può esprimersi, commentare e giudicare. Come già accade nei talent show, è il pubblico che regna sovrano e ha il potere di decidere la sorte dei concorrenti. Oggi il potere infatti non si misura più con la supremazia militare, con il possesso di terre o con il dominio su un popolo. Oggi il potere viene dai media. La nostra stessa identità viene messa in discussione dal potere del web e dei social. Se il popolo di Roma fosse il popolo di Facebook? Se il potere oggi fosse dato dalla quantità di LIKE che si hanno sul proprio proflo? Eccoci nel 2040 dove il canale tv Tribuneonline trasmette in continuazione notizie e aggiornamenti riguardanti il programma più seguito di tutti i tempi: le sfide.

Il nostro pubblico non è abituato a questo teatro che acquisisce nella rappresentazione altre forme espressive, come la televisione o i mezzi multimediali. Si è ancorati al teatro recitato, non reinterpretato. Con il narratore/rapper Davide Borri, che sottolinea i passaggi cruciali, si reiventa quella soluzione tipicamente teatrale dell'”a parte”, dove il protagonista o la figura del narratore che spiegava il pensiero dell’autore,  si staccava dalla scena per parlare al pubblico.

Anche il teatro deve restare al passo dei tempi e deve adeguarsi alle nuove tendenze artistiche, superando gli steccati accademici e spesso stantii.

Siamo per la sperimentazione, non per la stanca ripetizione drammaturgica dei testi teatrali.

Un sincero ringraziamento agli organizzatori del Festival, i quali attraverso tormentati percorsi (quest’anno il Festival ha rischiato di saltare per i soliti problemi economici), sono riusciti a mettere su un cartellone di prim’ordine.