NUOVA CURA PER AIUTARE I MALATI DI ALZHEIMER

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Una nuova cura per aiutare i malati di Alzheimer

Si chiama terapia del ricordo ed è una pratica che aiuta i pazienti affetti da demenza a migliorare la loro qualità di vita, il ragionamento e l’attenzione, migliora l’umore e riduce l’agitazione

   Maurizio Degiglio  Stampa l’articolo
Psic

Ai più Glenner Town Square, a San Diego (USA), non dirà nulla.

Ed invece sarà una sorpresa. Non perché sarà ritenuta un’attrazione turistica, ma perché è la ricostruzione anni Cinquanta del centro della piazza di questo borgo. Come le cittadine di settanta anni fa, si potrà camminare fino al bar e assaporare un caffè, o pranzare al ristorante, consultare un libro in biblioteca, guardare le vetrine di negozi di vario tipo.

Ci sarà anche il municipio e non mancherà neppure l’ospedale. Circoleranno macchine d’epoca e sulle scrivanie niente computer o smartphone, ma macchine da scrivere e telefoni senza tasti. Il cartellone del cinema mostrerà «Singin in the rain» e altri film d’epoca. Nel salone di bellezza le signore potranno farsi fare una piega ai capelli (rigorosamente anni Cinquanta) oppure una manicure. Benvenuti a Glenner city, dunque! Non è un parco di divertimenti di ultima generazione, ma una città in miniatura i cui abitanti saranno i malati di Alzheimer che, tornando indietro nel tempo, quando avevano tra i 20 e i 30 anni, potranno ritrovare quei punti di riferimento a loro cari, vivendo così momenti di almeno apparente serenità.

L’obiettivo del progetto è infatti ispirare ricordi positivi. Si chiama terapia del ricordo ed è una pratica che aiuta i pazienti affetti da demenza a migliorare la loro qualità di vita, il ragionamento e l’attenzione, migliora l’umore e riduce l’agitazione.

La scelta di costruire una città il più possibile simile a come erano le città negli anni Cinquanta, è motivata dal fatto che proprio in quegli anni, la maggior parte dei pazienti, che oggi soffrono di Alzheimer, avevano formato i loro ricordi più forti, come il diploma di scuola superiore, il matrimonio o avere figli. La città sarà inaugurata nell’aprile del 2018.

La città funzionerà come un asilo nido: le famiglie potranno lasciare i propri cari qualche ora e potranno anche trascorrere del tempo insieme. Il centro sarà diviso in sei quartieri e i pazienti potranno fare un giro per vetrine, prendere un caffè o vedere un film al cinema o addirittura guidare una vera Thunderbird car del 1959, sempre con la supervisione di personale specializzato. La città potrà ospitare 75 pazienti con un assistente ogni cinque, a un costo di 95 dollari la giorno (con la possibilità di formule meno costose in base al tempo di permanenza).

La domanda che bisogna porsi è sulla realistica fruibilità di questi servizi. Quante persone potranno accedervi? Quanti potranno sostenere la spesa di questa cura? D’altra parte, l’efficacia dell’intervento è di breve durata e quindi l’accesso deve essere giornaliero, per poter indurre un certo effetto stabile sulle funzioni esaminate. In mancanza di risposte definitive, ben vengano questi tentativi, purché non siano dettati da soli fini commerciali e portino a qualche seppur minimo risultato.

Esistono altre terapie non farmacologiche che si stanno diffondendo anche in Italia, come la treno terapia, metodo utile per dare sollievo ai pazienti affetti da demenze. Si tratta di un vagone virtuale in stile retrò che simula un viaggio vissuto dai pazienti con tranquillità, poiché ha la capacità di placare il senso di ansia e agitazione tipico della malattia. Prima di entrare nel vagone i pazienti attendono in una sala d’aspetto curata nel dettaglio, così da dare una sensazione realistica che riporta a momenti già vissuti.

Il nostro Servizio sanitario nazionale, ormai quasi completamente smantellato, potrà garantire questo genere di terapia ai meno abbienti?

 

SUL DIAVOLO TENTATORE: LA PRESENZA DEL MALE NELLA STORIA

 

 

deserto
Gesù vince le tentazioni diaboliche

Per molti c’è l’erronea convinzione che Satana rappresenti la personificazione del male, non avendo l’uomo moderno mai voluto  affrontare pienamente questo spinoso argomento e relegandolo nelle  elaborazioni dottrinali più retrive della tradizione ebraico-cristiana e islamica o, peggio, nel campo delle superstizioni. Molto diversa e più profonda l’elaborazione narrativa e filosofica della cognizione del Male, da parte delle religioni monoteiste; evoluzione storica che procede su un binario opposto a quello delle credenze delle sette sataniche. Di fronte agli orrori della Storia, del passato e del presente, torna l’eterno e irrisolto quesito dell’origine del Male e come sia stato interpretato nel corso dei secoli. Interviene, sulla vessata quaestio, la dr.ssa Porzia Quagliarella, esperta di Psicologia della religione, la quale, attraverso un breve excursus, ci introduce nell’argomento.

“Come  affermava San  Giovanni  Crisostomo :

“Non  ci  fa certamente  piacere  intrattenervi  sul diavolo, ma  la  dottrina  della  quale  esso mi offre lo  spunto  risulterà  assai  utile  per  voi.” (De Diabolo tentatore, homil. II, 1).

Se Paolo VI ha sentito il bisogno di riproporre la fede della chiesa al riguardo, nell’udienza  generale del 15 novembre 1972, vuol dire che da più parti circolava una corrente razionalista e vagamente ironica che rifiutava il male e satana, come se fossero solo il risultato di uno squilibrio psichico. Affermerà infatti :”Il Male non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa. Chi si rifiuta di riconoscerla esistente, oppure la spiega come una pseudo realtà, una personificazione concettuale e fantastica delle cause ignote dei nostri malanni, esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiale …”

Lo stesso  S. Giovanni Paolo II, nel ciclo di catechesi sulla creazione (9 e 30 luglio 1986 ;13 agosto 1986 ) affermerà con chiarezza e decisione : “ Dietro la scelta disobbediente dei nostri progenitori c’è una voce seduttrice, che si oppone a Dio, e per invidia li fa cadere nella morte … La Chiesa insegna che all’inizio era un angelo buono, creato da Dio … Il diavolo infatti e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni ,ma da sé stessi si sono trasformati in malvagi”.

Riprendo questa affermazione di Giovanni Paolo II, sottolineando la frase :” ..da sé stessi”. Ciò vuol dire che non c’è nessuno che ha costretto l’arcangelo della luce, Lucifero, a diventare lui  “il diavolo” (dia-bolos, colui che divide), e demoni  gli angeli che hanno aderito a lui, la terza parte degli angeli, afferma l’Apocalisse. L’uomo sceglie il suo destino e con le opere che compie, sceglie  ogni  giorno quale sarà la sua vita.

 Se domina un approccio relativista, indifferente ai valori della morale, l’uomo può trovarsi  con una visione della vita frammentata e frantumata dal male, come l’indemoniato geraseno (Marco, 5). Non è più l’identità del singolo ad imporsi , ma sono  le varie parti dell’io frammentato  “ Mi chiamo Legione “ (Mc 5,9) risponderanno i demoni a Gesù in un passaggio sottile e perverso dal singolare al plurale, dove a rispondere non è più la personalità matura e integrata, ma una sorta di “identità multipla o modulare” .

Satana approfitta di questa frammentazione.

Freud parla degli stati dell’io, dove l’es forza quasi l’etica del super-io, in un gioco di forze in cui nell’ es affondano i demoni dei desideri insoddisfatti e carnali, tenuti faticosamente a freno dall’io che deve continuamente equilibrare il principio del piacere con quello del dovere.

Domina nell’ uomo non più il desiderio di costruire un luogo dove ascoltare il Signore , la cella di cui parla suor Faustina Kowalska, o il “ giardino segreto” di Santa Teresa d’ Havila.

C’è invece l ‘assenza di un luogo per l’anima.

Nell’assenza di “luoghi spirituali “ , domina il non –luogo , il vuoto ,l’arido deserto. “le acque Nimrin sono un deserto , l’erba si è seccata , finita è la pastura, non c’è più nulla di verde “.( Is15,6).

In questa nuova modalità dell’essere non ci sono più legami affettivi, modelli da seguire o comunità a cui ancorarsi.

Il vuoto porta alla crisi della fraternità . I connettivi sociali non sono sufficienti per vivere il nostro ancoramento al tessuto vitale e significativo della comunità, della famiglia, delle fede.

Per delineare gli aspetti sociali del satanismo, è utile approfondire il cambiamento di mentalità che ha permesso l’affermazione dell’individualismo. Certo siamo lontani dal processo  La Voisin, alla corte di Luigi XVI, dove l’idea di trasformare la “messa cattolica in “messa nera”, celebrandola al contrario, ebbe un impatto sociale devastante. Non c’è più , infatti ,il clima folkloristico dei sabba delle streghe. E’ presente invece l’idea di organizzare con continuità gruppi satanici che , nella celebrazione di liturgie con furto di ostie consacrate, possano assicurare anche benefici materiali, che vanno dal semplice uso indiscriminato di atti  sessuali, anche ripugnanti ,al lascito in denaro o a manipolazioni di potere.

Ringraziamo la dr.ssa Porzia Quagliarella per il suo intervento.