DACIA MARAINI: LA SEDUZIONE DI UNA VITA, TRA PAROLE E SCRITTURA, AL COLASANTO DI ANDRIA

maraini2Ospitiamo l’articolo della prof.ssa Gemma De Chirico sull’emozionante incontro con la grande scrittrice:

Stamattina, 3 dicembre 2016, in una giornata di sole invernale, gli studenti dell’I.I.S.S. “G.Colasanto” di Andria, si sono riscaldati alle parole emozionanti di Dacia Maraini, la grande scrittrice e sceneggiatrice, nata fiesolana, con sangue siciliano. Dacia Maraini è, ormai, una costellazione, nel nostro firmamento letterario, più volte candidata al Nobel e vincitrice di moltissimi premi letterari.  Una forza umana, prima che un’artista, di tutto rispetto. Un’età che, per i più, non è verde (ha, da poco, compiuto ottant’anni, splendidamente portati!), ma che , ai più, fa “tremar le vene e i polsi”, per la potenza che emana da questa figura, esile alla vista, ma gigantesca quando la si “vive”.  Gli alunni del “Colasanto”, stamane, hanno avuto la fortuna di essere intrattenuti, per un paio d’ore circa, da questo fiume di umanità e vivacità culturale. I ragazzi, per la maggior parte frequentanti le classi del triennio, si sono debitamente “informati” sul percorso umano ed artistico di questa donna, condividendo molte delle sue riflessioni, scaturite da una grande sofferenza, per strade di vita non sempre facili, come l’esperienza del campo di concentramento dove, ogni giorno, per due lunghissimi anni, ha mangiato terra e speranza di vita!  I ragazzi hanno letto alcune opere della scrittrice e si sono avvicinati ad un mondo fatto di sentimento e bellezza interiore, di grande dignità e di gioia di esserci, sotto questo quadrato di stelle! Debitamente supportati da insegnanti capaci, motivati e motivanti, hanno letto l’ultima fatica, “La bambina e il sognatore” ma, anche e soprattutto, “L’amore rubato”, di stringente attualità, sia alla luce del 25 novembre, “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne”, cui il “Colasanto ha dedicato uno spettacolo teatrale, sia per i brutti fatti di cronaca che ci servono, a cadenza ormai quotidiana, femminicidi, stupri e abusi vari, ai danni dell’”altra metà del cielo”.

Il “Colasanto” è, da sempre, attento e “quasi…pignolo”, nell’educazione dei suoi alunni, fedele alla consegna che, a scuola, si costruisce il futuro e che lo stesso cammini sulle gambe, a volte ancora incerte, di ragazzini che diventano uomini e di bambine che sapranno raccontare di sé ad altri sé”, come sottolinea il Dirigente Scolastico, Prof. Roberto Tarantino per cui, la scuola non “è una strada della vita ma, se percorsa bene, pur tra ciottoli e pietre sporgenti è, essa stessa, vita”. E, in obbedienza a questo canovaccio  educativo, il “Colasanto” accoglie tutte le proposte atte a far crescere le persone che, un giorno, ci daranno la mano, per portarci dall’altra parte della strada. Non è un compito facile o indolore, perché se ci si mette il cuore, in quel che si fa, capita che il prezioso muscolo, a volte, sanguini ma, i ragazzi del “Colasanto” sanno ripagare scommesse e attese con risultati emozionanti. L’incontro con una grande anima, quale è Dacia Maraini, è una di quelle proposte che serve  a confortare i ragazzi sulle scommesse che ogni vita fa , al futuro e di spalle al muro. E, in questo, gli alunni hanno un valido aiuto negli insegnanti,  come la Prof.ssa Maria Teresa Ignagni e la Prof.ssa Francesca Ruggiero, che hanno fortemente voluto questo incontro e si son mosse per tempo, con l’interessare il corpo docente tutto e con il formare adeguatamente i ragazzi all’incontro . Gli alunni hanno posto molte domande alla scrittrice, domande che sono state sollevate nelle aule, durante la lettura e le riflessioni sui testi. Molti alunni si sono avvicendati al microfono, vincendo la naturale ritrosìa fanciulla. A tutte le domande, Dacia Maraini ha risposto, anche tirando fuori dal suo “Secretum” ricordi dolorosi, con la sua dolce forza e con l’evidente soddisfazione che prende quando ci si sente  compresi e quando si vedono, ripetuti in giovani voci, gli accordi della nostra musica. L’incontro si è concluso con il dono di una ghirlanda, bellissima, confezionata dai ragazzi dell’Istituto, che conteneva un altro dono, come in una serie di scatole cinesi, racchiuse nel dono più grande, ossia l’incontro con una donna ed un’artista…vera!

GEMMA DE CHIRICO